“La vita è bella!”

 Inclusione, scoperta, psicomotricità e un sano divertimento sono state le risposte della scuola secondaria di primo grado all’evento annuale “Marconi Book Festival”.

Il corridoio e gli ambienti legati alla didattica tradizionale si sono trasformati in ambienti di gioco che  hanno visto coinvolti i docenti, calati nelle parti di specifici personaggi, gli alunni, i genitori e lo scrittore Giorgio Rossano, regista dell’intero evento.

Il tema portante è stato il viaggio. Alunni e genitori, divisi in squadre ognuna con il nome di un continente e un colore diverso, hanno dovuto, seguendo una “mappa del tesoro”, risolvere complicati enigmi linguistici, letterari e logici per raccogliere le lettere che avrebbero portato alla soluzione finale: “La vita è bella!”.

Perché al di là della letteratura, della linguistica e della logica è questo il vero messaggio che la scuola e la famiglia dovrebbero trasmettere. Dopo un iniziale disorientamento da parte degli alunni nel riconoscere nell’indovina, nella turista smarrita o in Mary Poppins i loro autorevoli e seriosi insegnanti, ogni pregiudizio e barriera è stato superato e tutti insieme hanno lavorato per un obiettivo finale: la scoperta della frase “La vita è bella!” e di tre altri indovinelli.

Molti alunni si porteranno a casa la scoperta che oltre all’ ”ortografia” esiste l’”ortoepìa”, che “soqquadro” non è l’unica parola con la doppia “qq” ma, soprattutto, la consapevolezza che la vita e la conoscenza sono un continuo viaggio da compiere nella più assoluta allegria e che la vita è il dono più prezioso che abbiamo.

 

 

 500 anni dalla morte del genio

La scuola secondaria prova a costruire alcune sue macchine volanti

 I ragazzi della scuola secondaria si sono cimentati nella costruzione delle macchine volanti di Leonardo da Vinci

 In occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci i ragazzi della scuola secondaria di primo grado hanno costruito alcuni modelli di macchine progettate dal grande inventore.

La realizzazione dei prototipi in miniatura ha richiesto varie competenze: linguistiche, per decifrare gli appunti del genio, matematiche per calcolare la riduzione in scala, tecniche per assemblare i pezzi e trasversali per poter lavorare in gruppo.

L’ennesima conferma che la didattica laboratoriale è l’approccio più efficace all’acquisizione e sviluppo delle competenze.

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Marconi Book Festival 2019