Martedì 12 settembre 2017 ore 8.00, la scuola Marconi appare chiusa. Sì, dall’esterno sembrerebbe così e invece all’interno c’è un fermento di insegnanti con alunni pronti ad accogliere gli scolari delle classi prime.

Tutto è pronto! Palloncini, coriandoli, impianto di amplificazione: la festa può cominciare.

Alle 9.30 puntualmente, come da programma, la campanella suona ad un esercito di bambini con i rispettivi genitori e si apprestano a mettersi in fila per sfilare nell’atrio della scuola e guidati per l’ultima volta dalla maestra della scuola materna.D’incanto l’ansia e il battito di cuore lasciano il posto alla musica di Camillo Pace, giovane contrabbatista martinese.

Il brano che il ragazzo delle classi quinte intonano per ricordare a tutti che i piccoli stanno per intraprendere, si intitola “Il viaggio”. L’emozione è a mille, applausi e lacrime di mamma e papà scandiscono quegli attimi importanti per tutti ed in particolare per i giovanissimi scolari, che stanno cominciando il lungo ed importante percorso scolastico della loro vita.
La Preside della nostra scuola, dott.ssa Grazia Anna Monaco, ha uno sguardo tra lo stupore e la tenerezza poiché consapevole, come tutti i presenti, di quel momento magico e di quanta responsabilità ci si asssuma all’interno delle mura di una scuola: responsabilità morale e civile al tempo stesso.

La canzone dell’artista pop Elisa, “A modo tuo”, la “Marcia di Radesky durante il passaggio dello stendardo e il tormento dell’estate ormai finita “Mi fai volare” di Rovanazzi e Morandi sono il liet-motive di tutta la mattinata. Così come gli applausi e i flash dei telefonini, contornano i piccoli, colorando l’atmosfera di festa e di suoni. Tanti scolari con cappellini colorati e grandi zaini con lo sguardo tralo smarrimento e il sorriso, mentre il viso delle loro mamme e delle maestre trabocca di tenerezza e timore.

Tutto è perfetto, anche il connubio con la 1^ A e la 1^ C della scuola “Grassi” di Martina Franca. Certo, anche loro hanno partecipato alla festa dell’Accoglienza dell’anno in corso.

Un’insegnante al microfono, incita i più grandi a non smettere mai di applaudire o di farlo sempre più forte, perché quel momento non avesse mai un momento di cedimento.

I bambini hanno provato stupore nel vedere anche Minnie e Topolino con le loro bolle di sapone che hanno distratto loro dalle lacrime dei genitori mescolandosi co esse.

Questa è stata la Festa dell’Accoglienza, che si perpetua ogni anno nella nostra scuola, ma che non risulta mai scontata e ripetitiva poiché ogni anno i bambini creano e sono “la magia”.

Le citazioni letterali declamate all’arrivo degli scolari delle classi prime, ci hannofatto riflettere su quanto i bambini siano importanti e quanto l’istitutzione scolastica abbia l’arduo compito di valorizzare quei piccoli individui affinchè da grandi a loro volta possano rivoluzionare il mondo.

Due ore di festeggiamenti per la scuola, alla presenza dei Dirigenti e dell’Assessore alla cultura, dott. Scialpi.

E’ d’uopo anche citare la parole lette dallo speaker e scritte dal noto psicoterapista italiano Alberto pellai che commentano così:

 “La scuola serve per la vita, ma che non è tutta la vita. Cari mamma e papà, io oggi comincio la scuola primaria. Divento uno scolaro. So quanto ci teniate a me e alla mia istruzione. So che studiare è importante. La scuola serve per la vita, ma che non è tutta la nostra vita. Io non sono i voti che prendo. Quindi se qualche volta ho benino e non bene, se le maestre mi mettono qualche visto, se addirittura arriva a casa l’invito a rifare qualcosa perché ho sbagliato tutto: calma e sangue freddo! Non è morto nessuno, domani il sole continuerà a sorgere nel cielo e io ho diritto a fare qualche errore. Non controllate ossessivamente i miei voti, non chiedetemi sempre cosa ho preso nei compiti. Ve lo ripeto: io non sono i voti che prendo!”

Al mattino, se possibile rallentiamo le corse. E? bello svegliarsi con i voltindei tuoi genitori che sorridono. I figli non partono per la guerra; per tutti i genitori che stanno affrontando la scuola dell’Infanzia o la Primaria del proprio bambino o bambina, vi chiedo di riflettere su quanto sia importante il vostro viso, le vostre parole rassicuranti e i gesti che comunichino tranquillità e protezione.
I pre-requisiti dell’EDUCAZIONE EMOTIVA, si fondano sull’equilibrio emotivo con cui i genitori sanno accompagnare i figli nel loro percorso di crescita…
Concludo in qualità di insegnante, a riflettere su quanto detto sin qui, e anche a pensare come la calma e il rispetto dei ritmi dei nostri bambini vadano rispettati e mai forzati, nonostante le ansie di una vita frenetica e i problemi sociali che assillano le famiglie.

Quindi: mamme e papà non smettiamo mai di sorridere ed educare alla serenità emotiva nel rispetto dei ruoli e nel raggiungimento di un equilibrio emotivo che accompagnerà i piccoli nel delicato percorso di crescita.